La storia del Piccolo Cottolengo Don Orione
Dalle origini a oggi
La storia del Piccolo Cottolengo Don Orione di Milano inizia nel 1933, quando San Luigi Orione decide di portare anche nel capoluogo lombardo la sua opera di accoglienza e carità verso le persone più fragili.
L'occasione nasce dalla possibilità di acquistare il vecchio cascinale Restocco, allora situato nella periferia di Milano.
Don Orione presenta il progetto al cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, arcivescovo di Milano, ottenendone l'approvazione e la benedizione.
Nell'aprile del 1933 il terreno viene acquistato e il cascinale adattato all'accoglienza, anche grazie alla generosità dei benefattori.
Il 4 novembre 1933 il Piccolo Cottolengo inizia la propria attività. Don Orione ne affida l'avvio a Don Carlo Sterpi, suo stretto collaboratore e vicario, insieme alle prime religiose della Congregazione.
Il 27 novembre 1933 viene accolta la prima ospite, Rosa Carlotta Gamella, dando inizio concretamente alla missione dell'opera.
1933-1940: la crescita dell'opera
Le richieste di accoglienza crescono rapidamente e nel maggio 1937 gli ospiti sono circa cento.
Il vecchio cascinale non è più sufficiente e si rende necessario un importante ampliamento.
Nel dicembre 1940 il cardinale Schuster inaugura la prima grande ala dell'attuale struttura, progettata per accogliere fino a 300 ospiti. Don Orione, morto pochi mesi prima, non può assistere alla realizzazione del progetto, ma la sua intuizione continua a svilupparsi.
Gli anni della guerra e del dopoguerra
Durante il fascismo e la Seconda guerra mondiale, il Piccolo Cottolengo svolge anche un'importante funzione di protezione. Per volontà del cardinale Schuster, gli scantinati vengono utilizzati come luoghi sicuri per prefetti, sindaci, intellettuali, persone di origine ebraica e altri perseguitati per motivi politici e razziali.
Nel dopoguerra, la struttura continua a rispondere alle emergenze sociali. Nel 1948 vengono accolti circa ottanta bambini mutilati di guerra e, successivamente, ragazzi colpiti dalla poliomielite.
Gli anni Sessanta: nuovi spazi e nuove esigenze
Lo sviluppo dell'opera porta alla realizzazione di nuovi edifici e servizi.
Il 7 dicembre 1961, il cardinale Giovanni Battista Montini, futuro papa Paolo VI, inaugura un nuovo padiglione destinato alla scuola medico-pedagogica.
Il 21 giugno 1963, l'arcivescovo Giovanni Colombo benedice un ulteriore plesso costruito sul luogo dell'antico cascinale Restocco.
Il complesso diventa così una struttura sempre più articolata, capace di rispondere a bisogni assistenziali diversi.
Gli anni Settanta e Ottanta: una nuova accoglienza
Con il superamento delle emergenze legate ai mutilati di guerra, agli orfani e ai ragazzi colpiti dalla poliomielite, cambiano anche le esigenze delle persone accolte.
Negli anni Settanta e Ottanta, il Piccolo Cottolengo rivolge sempre più la propria attenzione alle persone con disabilità e alle persone anziane, adeguando spazi e servizi alle nuove necessità.
Il 3 maggio 1983, per il cinquantesimo anniversario della fondazione, il cardinale Carlo Maria Martini benedice il padiglione “Don Sterpi”, con servizi tra cui fisioterapia, piscina, cappella e sala riunioni.
Dagli anni Novanta alla modernizzazione
Negli anni Novanta prende avvio un'importante fase di ristrutturazione e adeguamento dei reparti.
Nel 1995 viene inaugurato un nucleo per le persone con malattia di Alzheimer e nel 2000 viene completato il reparto “Montini”, anch'esso dedicato a questa tipologia di ospiti.
Nel 2004 vengono realizzati i due nuclei “Suor Barbara”, destinati alle persone con disabilità.
Il rinnovamento prosegue con il completamento del padiglione “Don Sterpi”, con l'inaugurazione del quarto piano nel 2005 e del terzo piano nel 2007.
Una struttura in continua evoluzione
Dal piccolo cascinale Restocco del 1933 al complesso assistenziale sviluppatosi nel corso dei decenni, la storia del Piccolo Cottolengo Don Orione di Milano è una storia di continua trasformazione.
Sono cambiati edifici, reparti e servizi, così come le esigenze delle persone accolte: dagli orfani e dai mutilati di guerra ai ragazzi colpiti dalla poliomielite, dalle persone con disabilità agli anziani e alle persone con malattia di Alzheimer.
A cambiare nel tempo è stata la struttura, non la vocazione dell'opera. Al centro è rimasta l'intuizione di San Luigi Orione di accogliere e accompagnare le persone più fragili con carità, attenzione, professionalità e rispetto della dignità di ogni persona.
È questo il filo che unisce il Piccolo Cottolengo delle origini alla realtà di oggi: una struttura in continua evoluzione, fedele alla propria storia e alla propria vocazione all'accoglienza e alla cura della persona.